Appendice DVR per rischio COVID 19-Istituto delle Suore dell'Immacolata

Istituto delle Suore dell'Immacolata

Appendice DVR per rischio COVID 19

  1. INTRODUZIONE E SCOPO

Lo scopo di questa Appendice al Documento di Valutazione dei Rischi è quello di fornire al Datore di Lavoro, al RSPP, al Medico Competente, ai lavoratori ed alle Religiose che operano come lavoratrici all’ interno della struttura residenziale adibita a Pensionato / Convitto, gli strumenti per gestire ed affrontare l’emergenza “Coronavirus” in quanto anche se rischio “biologico generico della popolazione” ha comunque un impatto sulla sfera lavorativa e su quella privata delle persone. Il documento, pertanto, rappresenta e approfondisce le misure anti-contagio necessarie e le “ azioni che vanno ad integrare il DVR già presente, atte a prevenire il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e di soggiorno, contribuendo, altresì, alla prevenzione della diffusione dell’epidemia" così come sancito anche dalla Circolare del Ministero Salute del 29/04/2020 “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro e nella collettività”.

In considerazione del continuo evolversi dello scenario emergenziale e delle conseguenti disposizioni delle autorità competenti, i contenuti di questo documento potranno subire successivi aggiornamenti, modifiche o integrazioni future.

Le misure stabilite nel Protocollo, scaturite da una attenta valutazione del rischio da parte degli Enti Sanitari in questo scenario di post-pandemia dichiarato dall’OMS, riportano, nell’incipit del medesimo protocollo, quanto segue:

"L’obiettivo del presente protocollo condiviso di regolamentazione è fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19.

Il COVID-19 rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione. Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione, seguono ed attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria."

In sintesi possiamo affermare che:

  • il rischio da Coronavirus è un rischio generico, non un rischio specifico e neanche un rischio generico aggravato, per tutte le attività non sanitarie;
  • le norme di Igiene Pubblica, emanate dalle Autorità Sanitarie in caso di una epidemia/pandemia, sono sovraordinate a quelle di Igiene Occupazionale proprie dei luoghi di lavoro;
  • il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni di cui all’art.1 comma 2 del decreto legislativo n° 165 del 30 marzo 2001. Si limita la presenza del personale negli uffici per assicurare le attività che si ritengono indifferibili e che richiedono la presenza sul luogo di lavoro, anche in ragione della gestione dell’emergenza (art.87 comma 1 del decreto legge n°18 del 17 marzo 2020). In relazione alle caratteristiche inerenti l’attività alle quali il presente documento è predisposto, si ritiene che le modalità di lavoro agile, non siano applicabili e che le prestazioni inerenti la gestione e l’ attività del Convitto non si modificano.

Il presente documento di attuazione e gestione delle misure anti-contagio, è pertanto da intendersi disposto ai sensi dell’art.2 comma 6 del DPCM 26/04/2020 e quale strumento attuativo di quanto stabilito nel Protocollo del 24/04/2020 e successivi emendamenti.

Inoltre, risponde a quanto disposto dall’emanazione del Decreto 30 luglio 2020 n. 83 che ha prorogato dal 31 luglio al 15 ottobre 2020 l’osservanza (salvo ulteriori proroghe) di misure restrittive nell’intero territorio nazionale, specifiche per il contenimento del COVID – 19.

Pertanto, fino a tale data se ne dispone l’applicazione.

Per le attività che riguardano il Pensionato per studentesse si raccomandano le seguenti misure:

  • l’accesso al Convitto è consentito esclusivamente alle persone assegnatarie di posto alloggio, alla ditta di pulizie (Soc. Coop. Lilla), al personale religioso dell’Istituto proprietario, ai tecnici ed ai fornitori di prodotti o materiali autorizzati o definiti in base a specifiche richieste da parte dell’Istituto. Eventuali utenti esterni potranno accedere alla struttura solo se preventivamente autorizzati e se muniti di autocertificazione obbligatoria o rilasciata del medico curante e tenuti al deposito di una copia negli uffici per almeno 14 giorni;
  • non è consentito l'ingresso, anche temporaneo, nelle camere altrui senza i preventivi accorgimenti;
  • l’utilizzo degli ascensori è limitato ai casi in cui è strettamente indispensabile, con accesso di un solo utente per volta;
  • necessità di dare recapiti per rimanere raggiungibili per ogni eventuale attività di sorveglianza;
  • si assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di 1 metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale (art. 1 lettera gg) del DPCM del 26 aprile 2020 e successivi decreti ;
  • siano incentivate le operazioni di pulizia degli spazi comuni, della Cappella, delle camere e di ogni spazio aperto alla fruizione.
  • siano limitati e contingentato l’accesso agli spazi comuni secondo le disposizioni impartite;

Si adottano pertanto le procedure indicate in seguito allo scopo di realizzare le misure richieste in relazione al Protocollo Condiviso del 24/04/2020 e quanto previsto dai Decreti e dalle circolari ministeriali emanate in seguito e in continua evoluzione.

  1. CORONAVIRUS

I coronavirus sono una vasta famiglia di virus, noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome Respiratoria Mediorientale (MERS) e la Sindrome Respiratoria Acuta Grave (SARS).

Identificati negli anni Sessanta, il nome deriva dalla loro forma al microscopio, simile a una corona. Sono noti per infettare l’uomo ed alcuni animali (inclusi uccelli e mammiferi), bersagliando le cellule epiteliali del tratto respiratorio e gastrointestinale.

Il nuovo Coronavirus, identificato per la prima volta a Wuhan in Cina nel dicembre 2019 è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato mai precedentemente riscontrato nell’uomo. In particolare, quello denominato SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan, in Cina, a dicembre 2019.

La malattia provocata dal nuovo coronavirus è stata definita dall’OMS la “COVID-19” in cui “CO” sta per corona,

“VI” per virus, “D” per disease e “19” per l’anno in cui si è manifestata.

Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici, secondo i dati di letteratura al momento disponibili, si stima che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.

L’ICTV (International Committee on Taxonomy of Virus) ha classificato il SARS-COV-2 come appartenente alla

famiglia Coronaviridae appartenente agli agenti biologici del gruppo 2 dell’Allegato XLVI del D.lgs 81/2008. Il coronavirus si trasmette da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con una persona infetta (sintomatica o non sintomatica).

La via primaria è rappresentata dalle goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio tramite la saliva, tossendo e/o starnutendo o tramite contatti diretti personali con le mani (ad esempio toccando con le mani contaminate, non ancora lavate, bocca, naso o occhi).

In casi rari il contagio può avvenire tramite contaminazione fecale.

Non esistono al momento trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus e non sono disponibili vaccini per proteggersi dal virus in esame.

Maggiori informazioni sul nuovo Coronavirus si possono trovare su:

  1. RISPETTO DEGLI OBBLIGHI DI VALUTAZIONE DEI RISCHI DEL DATORE DI LAVORO AI SENSI DEL D.LGS 81/08 S.M.I. IN RELAZIONE AL NUOVO CORONAVIRUS .

Il nuovo coronavirus essendo un nuovo virus che può comportare danni anche gravi alla salute dell’uomo rappresenta un agente biologico che deve essere classificato all’interno delle quattro classi di appartenenza di tutti gli agenti biologici potenzialmente rischiosi per l’uomo.

La valutazione di tale rischio ricorre qualora l’attività lavorativa comporti la possibile esposizione a un “agente biologico”, ossia qualsiasi microorganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni (v. artt. 266 e 267 del d.lgs. 81/2008).

La classe di appartenenza, a volte erroneamente considerata sinonimo di “pericolosità” dell’agente biologico, è una classificazione dinamica che tiene conto dei vari fattori che aiutano il Datore di Lavoro a gestire correttamente il rischio biologico sia per i dipendenti che per le persone che usufruiscono degli spazi di lavoro. I fattori che determinano l’appartenenza ad una specifica classe sono: l’infettività, la patogenicità, la virulenza e neutralizzabilità.

Al momento della redazione del presente documento, come definito dall’ ICTV (International Committee on Taxonomy of Viruses) la classe di appartenenza del Coronavirus è la classe 2 degli agenti biologici secondo l’allegato XLVI del D.Lgs. 81/2008.

Sulla base di questa classificazione quindi possiamo analizzare come si deve comportare il Datore di Lavoro verso questo particolare agente biologico.

Gli ambienti riferiti ad attività terziarie amministrative e immobiliari, nonché luoghi culto tra le quali si può collocare il Pensionato per studentesse, possono avere un rischio biologico di tipo generico.

In questo caso il Datore di Lavoro ai sensi del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i dovrà “gestire” il rischio da nuovo coronavirus come “rischio biologico generico”.

Questa sezione si applica a tutti gli agenti biologici (non dipende dalla classe di appartenenza) a cui gli utenti interni alla struttura sono esposti sul posto di lavoro come nella loro normale vita privata.

Il rischio biologico del nuovo coronavirus rientra in questa sezione in quanto non è legato direttamente alla attività lavorativa e ai rischi della mansione (salvo l’ambito sanitario ed alcuni casi specifici come i laboratori di analisi di chimica-clinica e/o microbiologia, addetti aereoportuali, addetti delle forze dell’ordine) pertanto il Datore di Lavoro non deve aggiornare il DVR ma prevedere una sezione specifica con disposizioni per contenere la diffusione di tale virus all’interno dei luoghi di lavoro.

Tale impostazione è stata inoltre indicata anche nella nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro n°89 del 13 Marzo 2020 “La valutazione del rischio e le relative misure di contenimento, di prevenzione e comportamentali, infatti, sono, per forza di cose, rimesse al Governo, alle Regioni, ai Prefetti, ai Sindaci ed ai Gruppi di esperti chiamati ad indicare in progress le misure ed i provvedimenti che via via si rendono più opportuni in ragione della valutazione evolutiva dell’emergenza”.

Nella suddetta nota si stabilisce però che: “si ritiene utile, per esigenze di natura organizzativa/gestionale, redigere – in collaborazione con il Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente – un piano di intervento o una procedura per un approccio graduale nell’individuazione e nell’attuazione delle misure di prevenzione, basati sul contesto aziendale, sul profilo del lavoratore – o soggetto a questi equiparato – assicurando al personale anche adeguati DPI”.

Le procedure che il Datore di Lavoro dovrà approntare, mediante il Servizio di Prevenzione e Protezione, in collaborazione con l’R.S.P.P., il medico competente, il RLS, sono quelle di prevenzione di rischio biologico generico adottando comportamenti basati su quanto disposto dalle Autorità Nazionali in campo sanitario.

Pertanto deve adottare adeguate misure precauzionali. In particolare deve:

  • definire procedure operative per la prevenzione e gestione del rischio;
  • provvedere alla fornitura di DPI;
  • deve assicurare la salubrità degli ambienti;
  • installare degli erogatori di gel antibatterici;
  • provvedere all’accurata pulizia degli spazi e delle superfici con appositi prodotti igienizzanti.

Le misure previste dal presente documento pertanto integrano quelle già previste nella Procedura Informativa che è stata predisposta dal Datore di Lavoro e dal Servizio di Prevenzione e Protezione. Tutto ciò allo scopo di fornire una informazione adeguata sulla base delle mansioni e del contesto lavorativo, con particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi in particolare sul corretto utilizzo dei DPI per contribuire a prevenire ogni possibile forma di diffusione di contagio.

  1. PREVENZIONE DEL RISCHIO DA CONTAGIO

In base alla specifica attività svolta, il contagio degli utenti del Pensionato può verificarsi in questi modi:

  1. Presenza di Religiose che si occupano della gestione o di studentesse assegnatarie di posti alloggio che hanno

contratto la malattia all’esterno dell’ambiente del Pensionato;

  1. Accesso di fornitori e/o addetti della ditta di pulizie tra i quali possono essere presenti persone contagiate;
  2. Accesso di persone esterne alla struttura che potrebbero essere infetti;
  3. Utilizzo di spazi comuni in presenza di persone che possono essere potenzialmente infette o a contatto con materiale che potrebbe portare infezione.

Poiché il Coronavirus può essere presente in assenza di sintomi o in presenza di sintomi lievi, le misure di prevenzione e protezione possono non risultare sufficienti. Inoltre, nelle fasi di sviluppo del contagio, anche condizioni quali l’essersi recato in zone con presenza di focolai, risulta sempre meno significativa di una condizione di rischio.

4.1 Organizzazione delle aree in vista della ripresa.

All’interno degli ambienti del Pensionato è presente il personale di gestione composto da tre suore e saltuariamente (secondo disposizioni contrattuali) da una persona proveniente da Ditta esterna di pulizie

Tanto premesso, per il ritorno alle normali attività, dovranno essere garantite le seguenti misure:

  1. bagni diversificati per le studentesse assegnatarie di posto letto rispetto ad eventuali esterni;
  2. aree comuni contingentate e organizzate per mantenere le distanze minime;
  3. garantire ricambi d’aria continui e mantenere, per quanto possibile, porte e finestre aperte soprattutto in aree con presenza di più persone;
  4. le porte interne delle aree comuni devono rimanere, per quanto possibile, aperte in modo da evitare di toccare le maniglie.

Inoltre, dovranno essere adottati gli interventi che seguono.

4.1.1 Modalità di ingresso.

  1. Fino a quando non sarà espressamente abolita la procedura di controllo della febbre come sistema di prevenzione, sia l’assegnataria di posto in stanza, sia il fornitore che la dipendente della ditta di pulizie, prima dell’ingresso al Pensionato si sottoporranno al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito loro l’accesso all’interno della struttura. Le persone in tale condizione (nel rispetto della tutela della privacy) saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

L’ingresso avverrà da via Passalacqua e l’utente entrerà direttamente al piano rialzato dove nella stanza a sinistra, su un tavolino, sarà presente l’apparecchio per il rilevamento della temperatura. La religiosa di turno, provvederà alla rilevazione della temperatura, puntando sulla fronte della persona in ingresso il raggio del termometro laser. Se questa dovesse risultare febbricitante sarà posto nella stanza/salottino a destra dell’ingresso per le valutazioni del caso. Nella normalità i soggetti potranno salirà ai piani superiori o scenderà al piano interrato a piedi o con l’ascensore (una persona in cabina per volta).

Le Religiose si potranno provare la temperatura tra loro prima dell’inizio di giornata.

Dovrà essere predisposto un registro giornaliero riportante tutti i nomi dei possibili occupanti del Convitto con riferimento di eventuali stati febbrili, uscite e ingressi.

  1. Il datore di lavoro (L’ Ordine di appartenenza delle Suore con riferimento alla Madre Superiora o con eventuale religiosa delegata), informa preventivamente chi intende fare ingresso all’interno del Pensionato (alle studentesse alle quali è assegnata la stanza), dei protocolli di gestione sanitaria e delle preclusioni all’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS sottoposte a restrizioni e quarantene.

Per tale motivo è opportuno, al loro rientro dall’ esterno dopo la stagione estiva, che producano un’autocertificazione che attesti la buona salute e l’anamnesi predisposta dal medico competente e dal proprio medico curante.

  1. L’ingresso in Pensionato di utenti già risultati positivi all’infezione da COVID 19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la “avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza.
  2. Dove è possibile si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni di ingresso.
  3. Data la mancanza di un’area di accesso/entrata e un’area di uscita separata, si dovranno mantenere le distanze di sicurezza di almeno 1 metro durante l’ingresso e l’uscita e i movimenti interni.
  4. Viene definita, come procedura di gestione degli accessi: invio del protocollo anti Covid-19 a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, sono autorizzati ad accedere negli ambienti del Pensionato; ciò, indicando loro le precauzioni prese e da prendere al fine di ridurre il rischio di contagio. In particolare, ricordare il divieto, da parte di chi ha sintomi quali febbre (maggiore di 37,5 °C), tosse, raffreddore, di accedere alla struttura e il divieto anche per coloro i quali sono oggetto di provvedimenti di quarantena o risultati positivi al virus.

4.1.2 Organizzazione degli spazi comuni e di servizio.

  1. L’accesso agli spazi comuni viene contingentato definendo il numero massimo di persone che possono accedervi contemporaneamente e definendo il tempo massimo di stazionamento al loro interno comunque mai superiore a quanto strettamente necessario.
  2. Nell’ambiente sala da pranzo predisporre informazione sulle modalità corrette di uso dei beni e spazi comuni (tavoli, stipetti, frigo, fornelli, lavandini) mediante affissione di apposita informativa.

Inoltre, regolamentarne l’accesso contingentando il numero di presenze e il tempo di permanenza nello stesso, con previsione di un’aerazione continua del locale. In particolare, deve essere privilegiato l’utilizzo di posate, piatti e bicchieri monouso oppure applicare procedure che garantiscano adeguata igienizzazione delle posate, piatti e bicchieri riutilizzabili (lavaggio e risciacquo a temperatura tra 60 e 90 gradi);

  1. Predisporre la cartellonistica sulle corrette modalità di comportamento da adottare.
  2. All’interno delle zone comuni indossare le mascherine e, per quanto possibile, mantenere la distanza sociale di almeno 1 metro l’uno dall’altro.
  3. Pulizia frequente dei bagni, lavandini, ecc. con l’uso di detergenti dopo il loro utilizzo oppure in modo regolare

nell’arco della giornata.

  1. Garanzia di pulizia e igiene ambientale periodica ed in funzione dell’orario di aperture mediante annotazione su apposito Registro (Registro interventi di pulizia e sanificazione).

4.1.3 Modalità di accesso degli utenti esterni.

  1. Fornire preventivamente tutte le informazioni sulle misure adottate e i comportamenti da tenere attraverso il sito internet, social, ecc.
  2. Accessi per spazi comuni regolamentati e scaglionati; contingentamento di eventuali visitatori mediante definizione del numero massimo in relazione agli spazi/area di superficie degli spazi comuni; per locali fino a 40 mq. può accedere una persona alla volta, oltre agli utenti interni alla struttura e considerando la capacità massima di ogni ambiente;

per locali di dimensioni superiori, l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita e disponendo eventuale segnaletica per garantire il distanziamento interpersonale.

  1. Rimuovere documenti, copie di consultazione e qualsiasi altro oggetto che possa essere toccato con le mani da più persone.
  2. Il personale del Convitto deve fornire completa informazione per garantire il distanziamento degli utenti e consulenti esterni.
  3. All’ingresso e ai vari piani, deve essere messo a disposizione gel disinfettante a base di soluzione idroalcolica.
  4. Gli utenti esterni e consulenti dovranno indossare obbligatoriamente le mascherine ed i guanti nel momento in cui avranno occasione accedere e di toccare elementi fissi.
  5. L’utilizzo delle mascherine e l’ eventuale uso dei guanti monouso per tutto il tempo di permanenza nei locali è obbligatorio anche per il personale. (per le caratteristiche e procedure di uso vedere le procedure già emesse).
  6. Mantenimento del distanziamento interpersonale durante le piccole riunioni; distanziamento sociale di almeno 2 metri mediante apposizione di segnaletica e distanziamento sul tavolo; sarà necessario limitare il numero di sedie in modo da garantire il rispetto delle distanze di sicurezza.
  7. Per evitare assembramenti nelle aree di maggiore affluenza, segnare il pavimento con strisce o utilizzare altri efficaci sistemi di segnalazione per distanziare le persone ogni metro.

4.1.4 Gestione dei fornitori in ingresso

Al fine di ridurre il rischio di contagio, da e verso fornitori, corrieri e autotrasportatori, si decide di adottare le seguenti misure:

  1. ridurre numericamente il più possibile le consegne accorpando o gestendo ordini più importanti per lassi di tempo più lunghi;

  1. organizzare le forniture una per volta;
  2. ove applicabile e ove possibile, la regola principale deve essere che gli autisti dei mezzi di trasporto non entrino direttamente negli ambienti interni o si limitino a depositare i materiali nelle zone indicate. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla rigorosa distanza di 1 metro da ogni suo interlocutore;
  3. ove fosse strettamente indispensabile scendere dal mezzo e accedere, i trasportatori, prima di uscire dal mezzo, devono indossare mascherine idonee (es.FFP2/FFP3) e guanti monouso;
  4. divieto di interazione con il personale, se non per lo strettissimo necessario alle operazioni di coordinamento e nel pieno rispetto delle distanze di sicurezza che per tali operazioni dovranno essere superiori al metro;
  5. divieto da parte del personale interno di accedere all’interno del mezzo del trasportatore per nessun motivo;
  6. il corriere dovrà essere preceduto del suo arrivo da una comunicazione del personale per avvertire l’arrivo. La Suora farà entrare il trasportatore e lasciare il plico in apposita zona prestabilita. Lascerà la bolla su di esso e ripartirà. Se il carico è pesante o ingombrante, lo segnala e lo depone all’esterno nei pressi della zona dove ha istruzioni di consegna.
  7. La persona che riceve e procede al prelievo del materiale, per il suo maneggio indosserà i guanti protettivi monouso; qualora dovesse controllare i materiali impiegando le mani e avvicinandosi al mezzo, dovrà indossare mascherine chirurgiche e guanti monouso in dotazione, rispettando la distanza interpersonale di 1 metro;
  1. si incentiva lo scambio di documenti in formato digitale;
  2. si dispone il lavaggio delle mani con acqua e sapone o con soluzioni idroalcoliche prima di indossare mascherina e guanti e subito dopo il loro disuso (o altre soluzioni come consigliato dal Medico Competente o quelle consigliate dall’OMS);
  3. le operazioni non informatiche che necessitano di firme e scritture tradizionali devono essere svolte con la propria penna non condivisibile;
  4. lasciare o prelevare la bolla di trasporto su apposito luogo per evitare eventuali contaminazioni;
  5. in caso di scatole, prima di prelevare il materiale, se possibile, sanificare le superfici del collo con passaggio di panno con disinfettante;
  6. si dispone il rispetto rigido di tutte le altre misure di igiene già comunicate e presenti nelle informative già precedentemente fornite (come non toccarsi occhi, naso, bocca, mantenere le distanze sociali, non scambiarsi abbracci o strette di mano, ecc.).

4.1.5 Disposizioni interne per la corretta gestione del rischio di contagio

TUTTE LE ATTIVITA’ LAVORATIVE, SVOLTE IN QUALSIASI MOMENTO, DEVONO RISPETTARE LA DISTANZA

INTERPERSONALE DI ALMENO 1 METRO

Le Suore e le studentesse con posto alloggio provvederanno a rispettare quanto ulteriormente segue:

  1. relativamente alle riunioni interne, ove le stesse non possano avvenire in modalità a distanza e necessarie per il prosieguo delle attività, le stesse dovranno realizzarsi nel rispetto della distanza interpersonale pari ad 2 metri, in locali idonei allo scopo; nel caso non fosse possibile privilegiare l’utilizzo di strumenti informatici con modalità a distanza.
  2. sono sospese le manifestazioni e gli eventi religiosi e non, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro;

  1. si dispone che tutti gli utenti del Convitto, durante l’utilizzo dei locali comuni, favoriscano il pedissequo rispetto della distanza interpersonale di sicurezza minima di almeno 1 metro, lasciando i propri ambienti e le superfici utilizzate così come le attrezzature di lavoro, le postazioni di lavoro e di VDT, tastiere, mouse, ecc., pulite durante il lavoro (utilizzando le soluzioni disinfettanti presenti);

h) il Convitto ha disponibilità di mascherina tipo chirurgico, guanti ed eventuale materiale per l’igiene e la sanificazione dei propri locali (la fornitura di mascherine deve essere sufficiente per coprire le esigenze quotidiane e va integrato periodicamente);

4.1.6 Pulizia/igienizzazione effettuata all’interno del Pensionato.

A inizio e/o fine giornata (o ripetutamente durante la giornata in funzione della presenza di persone), ogni utente del Convitto (religiose e ragazze ospiti) dovrà effettuare l'igienizzazione degli oggetti propri di uso comune, utilizzati con i materiali appositi in dotazione, con particolare riferimento (se comuni) a:

  • tastiere (anche dei macchinari);
  • schermi touch;
  • mouse;
  • telefoni della struttura;
  • stampanti;
  • tavoli e sedie;
  • telecomandi
altri oggetti di uso comune

Il prodotto igienizzante andrà nebulizzato sul tovagliolo/panno in quantità moderata e sufficiente alla detersione della superficie; durante l'operazione vanno indossati guanti e/o dispositivi di protezione individuale (in base alla scheda di sicurezza del prodotto). Evitare il contatto diretto con la cute: in caso di contatto diretto accidentale del prodotto con la cute lavare la parte interessata con acqua e sapone.

4.2 Disposizioni sull’uso dei DPI

A soli fini di protezione dal contagio e di contenimento dello stesso, essendo primaria la misura del distanziamento sociale di almeno 1 metro, nei luoghi di lavoro e in spazi in genere interni, confinati e chiusi, l’obbligo di indossare il DPI vale nei casi in cui tale distanza minima non possa oggettivamente essere mantenuta al momento della relazione con altri.

Però come disposto dal DPCM del 26 Aprile 2020 all’art. 3 comma 2, e dal successivo del 17/05/2020 nei luoghi chiusi e aperti al pubblico, l’utilizzo dei DPI da parte del personale risulta essere obbligatorio a prescindere dal distanziamento sociale di 1 metro. Il personale che avrà contatti con fornitori, consulenti o lavoratori esterni, dovrà essere munito obbligatoriamente di idonei DPI.

Pertanto, quando si sta ad una distanza interpersonale minore di un metro o si debba permanere in più persone in una stessa stanza o luogo è SEMPRE necessario l’uso delle mascherine e, se necessario, guanti di protezione monouso.

Relativamente alla protezione delle mani, in considerazione del rischio aggiuntivo derivante da un errato impiego di tali dispositivi, si ritiene più protettivo consentire di lavorare senza guanti monouso e disporre il lavaggio frequente delle mani con soluzioni idroalcoliche secondo opportune procedure interne (fatti salvi i casi di rischio specifico associati alla mansione specifica o di probabile contaminazione delle superfici).

Le mascherine chirurgiche (tipo 1, 2 o 2R) devono essere certificate CE o prodotte in deroga con certificazione ISS. La Circolare Ministeriale del 13 Marzo 2020 del Ministero della Salute pone come requisito per la produzione di mascherine chirurgiche in deroga alle norme vigenti e alla marcatura CE fino al termine dell’emergenza il rispetto delle norme UNI EN 14683:2019 e UNI EN ISO 10993-16:2018 (per la produzione delle mascherine in “tessuto non tessuto”).

Affinché le mascherine chirurgiche realizzate in deroga siano considerate anche DPI occorre anche l’autorizzazione dell’INAIL, la quale ha funzione di validazione straordinaria ed in deroga dei Dispositivi di Protezione Individuale.

Le mascherine, da utilizzare nei casi di effettiva necessità, dovranno essere indossate correttamente e per tutta la durata dell’attività coprendo anche il naso (non spostate sulla fronte o sul collo) e dovranno essere poi smaltite subito dopo averle tolte, nel rifiuto indifferenziato.

Nei soli casi in cui si possa avere contatto con casi di sospetto COVID-19 o si debba prestare soccorso (anche non per casi riferiti direttamente a COVID-19) agli addetti alla squadra di emergenza e primo soccorso, devono essere forniti di camici o tute monouso, occhiali/visiere parafiato, guanti monouso e mascherina con facciale filtrante FFP2 senza valvola.

Gli stessi dovranno essere informati su come vestirsi e svestirsi e dove conferire gli indumenti monouso utilizzati che devono essere considerati potenzialmente contagiati.

La scelta dei DPI svolta in accordo con i Medici Competenti, le Autorità Sanitarie e le indicazioni dell’OMS potrà essere rivista in riferimento allo scenario epidemiologico di riferimento. Per l’uso corretto delle mascherine e dei guanti si rimanda agli allegati.

NOTA : Sono ribadite, alla data di stesura del presente documento, le disposizioni di cui all’ art. 1 del D.P.C.M.

7/08/2020 con ulteriori prescrizioni dal Ministro della Salute, in vigore dal 17 agosto 2020 che dispongono:

  • Fatto obbligo dalle ore 18,00 alle ore 6,00 di usare protezioni delle vie respiratorie anche all’ aperto, negli

spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie.);

4.3 Pulizia e sanificazione delle aree comuni

Al fine di ridurre il rischio di contagio, si definisce un protocollo di sanificazione dei locali. Il protocollo prevede:

  1. Ogni utente delle camere provvede alla sanificazione dello spazio occupato utilizzando prodotti già diluiti e pronti all’uso, prevalentemente nebulizzati mediante spruzzino personale o tramite pezzame o carta che a fine operazioni andranno smaltiti idoneamente in appositi cestini dedicati allo scopo.

La pulizia viene effettuata sul tavolo della stanza da parte della singola studentessa al momento dell’utilizzo personale. Qualora siano utilizzati tavoli e scrivanie da più persone nell’arco della giornata, ogni utente sanificherà la postazione prima dell’utilizzo.

  1. I bagni vengono sanificati più volte al giorno usando detergenti comuni fatto salvo eventuali casi di positività (vedasi specifico paragrafo).
  2. La Ditta di pulizie che interviene opererà, sulla base di orari prestabiliti, in modo da evitare qualsiasi contatto con le studentesse interne alla struttura, per evitare promiscuità.
  3. Periodicamente si procede alla sanificazione (se comuni) di tastiere, schermi touch, mouse e telecomandi usando specifici detergenti.
  4. Come sopra, ogni utente provvede con i medesimi prodotti a pulire e sanificare tutte le superfici a contatto con le proprie mani, usate nelle modalità di cui al paragrafo precedente.
  5. La sanificazione avviene impiegando specifici detergenti che garantiscono la disinfezione, utilizzati nel rispetto delle schede tecniche e di sicurezza.

  1. PROCEDURA DI GESTIONE IN CASO DI POSITIVITÀ AI TEST

La procedura prevista dalle istituzioni, richiede che il singolo cittadino che presenti sintomi o che sia stato esposto a possibile contagio, debba comunicarlo al proprio medico di famiglia o al numero 1500.

Questi, in base alle procedure applicate, decideranno se sottoporre la persona a tampone o meno o a provvedimento di quarantena cautelare.

Nel caso in cui venga comunicata all’ente la positività di un proprio operatore, si procederà applicando i seguenti punti.

5.1 Interventi di primo soccorso.

Qualora una persona all’interno del Convitto dovesse riferire un malore, salvo che non sia a rischio la sua salute e sicurezza, questi dovrà rimanere all’interno del luogo in cui si trova, dovrà indossare la mascherina e i guanti, avvisare la Madre Superiora o una rappresentante della Casa che provvederà ad allertare i soccorsi, quindi dovrà restare in stanza oi in un locale chiuso aspettando la chiamata dei soccorsi.

All’ arrivo dell’ ambulanza o del Presidio medico, se viene disposto il ricovero, una volta che la persona avrà abbandonato il locale, questo dovrà essere sanificato secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute, nonché alla ventilazione dei locali.

La SANIFICAZIONE POST CASO COVID-19 se è affidata a terzi, trattandosi di attività che può incidere sfavorevolmente sull’ambiente e sulle persone, deve essere eseguita da chi possiede specifici requisiti, ovvero il preposto alla gestione tecnica e l'abilitazione della lettera e) dell'art.1 comma 1 del DM 274 del 7 Luglio 1997. Qualora sia strettamente necessario intervenire immediatamente sulla persona, il soccorritore dovrà prima indossare maschera, visiera e guanti, presenti all’interno della cassetta di primo soccorso che dovrà essere integrata con facciale filtrante EN149 FFP3 e schermo facciale.

Tutti i presidi utilizzati vanno chiusi in un sacchetto e gettati come rifiuti speciali pericolosi. Durante l’intervento, dovranno essere presenti solo i soccorritori nel numero strettamente necessario all’intervento. Una volta terminato l’intervento, i soccorritori dovranno segnalare il contatto con il possibile soggetto e, salvo che questi risultasse negativo, dovranno abbandonare il posto di lavoro e rimanere in quarantena per il periodo necessario.

5.2 Individuazione di persona sintomatica all’interno del Convitto

Qualora una persona all’interno del Convitto dovesse riferire sintomi riferibili a infezione da Covidi-19 (quali febbre, stanchezza e tosse secca) bisognerà far allontanare dai locali i restanti presenti, indossare la mascherina e i guanti in dotazione, comunicare con la figura responsabile della struttura, recarsi presso la propria camera e comunicare con il proprio medico di base.

Se invece non fosse in grado di allontanarsi in autonomia deve rimanere al proprio posto, dopo aver allertato le persone presenti che provvederanno a chiamare i soccorsi ed eventualmente, predisporre un primo soccorso. In questo caso indosseranno mascherina FFP2 o FFP3, guanti monouso occhiali o visiera protettiva. Alla fine delle operazioni gli indumenti rimossi dovranno essere conferiti come rifiuti sanitari, perché potenzialmente contagiosi.

Il Convitto (nella figura della Suora Responsabile) comunica immediatamente il caso all’autorità sanitaria competente e si mette a loro disposizione per fornire le informazioni necessarie a delineare la situazione. L’Istituto del Convitto procederà adottando qualsiasi misura venga indicata dall’autorità stessa.

Le Autorità, una volta rilevato il contagio di una persona, indagano per definire i possibili rapporti intercorsi con altre persone, sia per motivi di studio, lavorativi che personali.

A seguito di questo, l’Autorità contatterà la struttura in cui è stato rilevato il contagio, eventualmente anche il medico competente, per definire le misure dell’indagine circa eventuali altri utenti interni e esterni con possibili rischi di contagio e valutare la sospensione dell’attività, l’ isolamento della struttura e la sanificazione straordinaria degli ambienti.

Il Convitto provvederà ad adottare tempestivamente le misure indicate dall’autorità, tra cui l’eventuale

isolamento e messa in quarantena delle persone entrate in stretto contatto con la persona positiva.

5.3 Definizione di contatto stretto ad alto rischio di esposizione

Le condizioni di seguito elencate definiscono il rischio di esposizione da contatto stretto:

  1. una persona che vive nello stesso ambiente di un caso di COVID-19;
  2. una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (es. stretta di mano);
  3. una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (es. toccare a mani nude fazzoletti di carta usati, abbracciarsi o baciarsi);
  4. una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 1 metro e di durata maggiore di 15 minuti;
  5. una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (es. ingresso, camera doppia, sala pranzo o comunque altri locali comuni) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  6. un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID-19 o personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei dispositivi di protezione individuale (DPI) raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei.

5.4 Misure immediate di intervento

Fatto salvo quanto previsto nei paragrafi precedenti, il Convitto adotta i seguenti interventi precauzionali:

  1. immediata richiesta cautelativa, a tutte le utenti che sono state negli ultimi 15 giorni prima del rientro nella struttura, in contatto e/o in ambienti con persona risultata positiva, di rimanere in camera , garantendo tutti i necessari servizi, salvo eventuali disposizioni da parte dei medici.
  2. interdizione, fino all’avvenuta igienizzazione, dei locali di cui alla lettera c, fatto salvo le aree di transito;
  3. immediata sanificazione dei locali, in questo ordine cronologico:
  • delle zone di passaggio comuni quali ingresso e corridoi, scale con particolare attenzione al corrimano, porte, servizi igienici, ascensore, ecc.
  • postazione/i all’interno degli spazi comuni (tavoli, sedie, ecc.), comprese gli oggetti di uso comune;

La sanificazione deve essere effettuata nel rispetto di quanto previsto dalla Circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020.

  1. ALLEGATI

Schede

  • PIANO INTERVENTI DI PULIZIA E SANIFICAZIONE NEGLI AMBIENTI
  • AUTOCERTIFICAZIONE RIENTRO IN CONVITTO / ATTIVITA’
  • REGISTRO DI IDONEITA’ SANITARIA IN INGRESSO
  • VERBALE DI CONSEGNA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE DPI
  • ISTRUZIONE SULL’ USO DELLE MASCHERINE
  • USO CORRETTO DEI GUANTI MONOUSO
    • CARTELLONISTICA