“Il nostro Natale: in cammino verso Greccio e Fonte Colombo” di Agnese Berardini e Sara Aly

Tutte le classi del nostro Istituto il 15 dicembre si sono recate a Greccio e a Fonte Colombo, piccoli paesi nei pressi di Rieti, famosi perché legati al nome di S. Francesco: il primo come luogo del primo presepe vivente, la Betlemme francescana, il secondo come luogo della regola tramandata da Francesco ai suoi seguaci, il Sinai francescano.

Dopo due ore di viaggio trascorse tra canti, giochi e chiacchiere siamo arrivati a Greccio, paese silenzioso e solitario tra le montagne e la natura rigogliosa. Arrivando, dai vetri del pullman, si potevano ammirare le case incastonate nella roccia come se ne facessero parte.

Dopodiché abbiamo visitato la Chiesa di Santa Maria Immacolata dove abbiamo visto alcuni presepi realizzati dalla comunità; la mostra si sviluppava in un corridoio che abbracciava la chiesa.

I presepi erano realizzati con materiali di diverso genere ed alcuni erano molto particolari. Noi ragazzi siamo rimasti affascinati dalla loro precisione e originalità.

Successivamente una suora dell’ordine francescano ci ha raccontato degli episodi della vita del Santo spiegandoci in particolare l’origine del presepe: San Francesco con quella rievocazione voleva sperimentare direttamente l’estrema povertà della grotta in cui nacque Gesù.

La gita è proseguita verso il Santuario di Fonte Colombo, chiamato così da S. Francesco proprio perché c’era una fonte dove si abbeveravano le colombe: fons colombarum. Qui ci ha accolto un frate che ha celebrato la messa dando vita ad un’atmosfera calda e raccolta. La celebrazione è stata impreziosita dal suono delle chitarre e dai nostri canti natalizi.

Il pranzo consumato in un agriturismo, “Il bersagliere”, è stato un momento di svago e di condivisione con amici ed insegnanti perché, dopo aver mangiato, abbiamo chiacchierato, giocato con la palla e fatto foto a tutti noi e al panorama veramente suggestivo.

La nostra visita è continuata tornando a Fonte Colombo per vedere i luoghi di silenzio e di preghiera di S. Francesco e dei frati. Abbiamo attraversato un viottolo in discesa fatto di sassi, che in passato i francescani percorrevano a piedi scalzi; lungo questa via abbiamo incontrato quattro luoghi significativi: le due chiesette di S. Maria Maddalena e S. Michele, luoghi di assoluta bellezza per il loro spirituale silenzio e la misteriosa tranquillità immersa nella natura incontaminata, il Sacro Speco e la grotta di frate Leone.

Il Sacro Speco è il luogo più sacro dell’eremo, perché lì avvenne la sofferta redazione della regola dell’ordine francescano. La fenditura della grotta si sarebbe originata, secondo la tradizione popolare, con il terremoto che accompagnò la morte di Cristo. Questo è stato sicuramente il luogo da noi più apprezzato perché abbiamo potuto cogliere la sofferenza ma anche la gioia che accompagnò Francesco durante la sua vita con e per Cristo.

Inoltre il bosco di lecci ci ha entusiasmato perché nella città siamo immersi nello smog mentre qui abbiamo respirato aria pulita. Dopodiché ci siamo recati nella grotta di frate Leone nella quale, secondo la leggenda popolare, il frate batté la testa lasciando il segno nella roccia senza sentire dolore mentre Cristo confermava la Regola a Francesco.

La gita è stata per tutti noi un momento davvero formativo perché spezzando la routine quotidiana abbiamo trascorso una giornata divertente con amici e insegnanti tra l’allegria e le chiacchiere che hanno aperto la strada anche a nuove amicizie. Questa giornata rimarrà come una bella fotografia nel cuore di tutti noi studenti.